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Cusco e la Valle Sacra

July 2, 2007

Ultima tappa in Peru’: la tanto temuta Cusco. Temuta perche’ tutto il turismo sud americano sembra concentrarsi in questa citta’ data la vicinanza a Macchupicchu.
Ebbene con tutte le riserve di questo mondo siamo arrivati in questa citta’ che ci ha benvenuto con la sua architettura coloniale, i suoi vicoletti, i suoi innumerevoli centri artigianali ed artistici, e la sua internazionalita’.

In faccia a cio’ i nostri pregiudizi si sono volatilizzati e ci siamo buttati in pieno nel gustare tutto cio’ che Cusco ha da offrire………a parte Macchupicchu naturalmente, una vera Walt Disney turistica che preferiamo immaginarla come un luogo mistico e spirituale….impresso nelle nostre menti come nelle foto migliori di esso….

Abbiamo invece optato per del trekking nella valle Urubamba ed al ritorno da questa abbiamo subito preso parte ad una visita nei canyon del fiume Apurimac di tre giorni. Tre giorni di rafting e due notti campeggiati sulla riva del fiume.

Il trekking era da Lares a Ollantaytambo una distanza fattibile in 3 giorni quindi equipaggiati di tenda, sacco a pelo e cibo siamo partiti indipendentemente ed essendo questa una valle popolata di pastori di lama ed alpaca le mulattiere erano molto visibili.

Si sa che i campesino parlano quechua ma cio’ che non mi aspettavo e’ che nei villaggi si parla SOLO quechua. La prima notte abbiamo campeggiato nel villaggio di Huacahuasi dove siamo stati benvenuti da bambini timidi indenni al freddo ed adulti molto ospitali ma anche dignitosi. Non ci e’ stato possibile comunicare con loro tutti anche se a me sarebbe piaciuto far sapere ad alcune ragazze di quanto il loro lavoro tessile fosse bello e scambiare qualche chiacchera ma ho scoperto che sorridere e gesticolare talvolte e abbastanza per farsi capire.

Al tramonto aravamo solo noi nella nostra tenda circondati da maialini chiassosi e cani curiosi.

Il giorno dopo appena messo lo zaino in spalla potevo subito sentire il peso portato il giorno prima che sembro’ lasciare segni non sulla mia pelle ma nelle mie ossa……….. perche’, perche’ non ci siamo affittati un bell asino? Perche’ Ben??? Continuavo a chiedermi cio’ sopratutto perche’ andavamo sopra il primo passo di 4.500 Mt, Ipsayccasa, un’ arrampicata sofferta ma spettacolare.

Questo punto offre le viste spettacolari del ghiacciaio Veronica (5,750m) che ci circonda . Iniziamo la discesa a Ipsaycocha o “alla laguna„ Ipsay mentre ci siamo addentrati nel cuore del mondo “l quechua„, conosciuto come anche come “i huayruros„ in queste località.

 

La discesa era gentile e ed ha fatto si che arrivammo alla nostra meta, Patacancha, nel primo pomeriggio. Devo aggiungere che era di Domenica e nel raggiungere il villaggio bambini eccitati si dirigevano verso il mercato settimanale con le loro famiglie e nel dirigersi verso quest’evento settimanale ci informavano e ci incitavano nell’andare al medesimo mercato……ma cosa ci sara’ di cosi’ speciale in un mercato, ci siamo chiesti?!

 

Abbiamo capito di essere quasi arrivati al famoso mercato quando siamo stati investiti dai colori forti e vivavai dei costumi del luogo che tutti, ma proprio tutti, naturalmente indossano in occasione del mercato domenicale. La comunita’ di Patacancha e’ conosciuta per i suoi tessuti e filati.

 

Una volta messi giu’ gli zaiini anche noi abbiamo preso parte a questa ” festa” mangiando e bevendo anche se la maggiorparte delle persone era solo impiegata col bere! Da nonne a giovani uomini, tutti a bere la birra degli Inca, prodotta dal mais, la Chicha. Abbastanza piacevole soprattutto con l’aggiunta di un po’ di succo fresco di “sauco”, sambuco.

 

Dopo un paio d’ore la massa era per la maggioranza piacevolmente ubriaca mentre noi parlavamo con l’unico commerciante che poteva comunicare in spagnolo e contrattammo un passaggio nella sua cammionetta per arrivare ad Ollantaytambo, evitando cosi’ una notte in tenda ed un’ altra giornata portando lo zaino in spalla (mai piu!).

Quando il commerciante era soddifatto con le vendite siamo saliti a bordo e lungo la strada la camionetta si fermava regolarmente per far salire altre persone fino a quando straripava di gente!

 

 

Siamo arrivati ad Ollantaytambo e subito abbiamo capito in che posto arrivammo avendo incrociato diversi Bus turistici pieni di giapponesi ed americani.

 

Ollantaytambo non solo e’ una delle cittadine meglio preservate ed ancora tutta costruita sulle fondamenta originale Inca ma e’ un villaggio incluso nell’” inca Trail” quindi tutti quelli diretti a Macchu Picchu passano da Ollantaytambo.

 

Al mattino dopo una dovuta visita al tempio del sole e alle terrazze inca salimmo sul primo combi per tornare a Cusco. Una passegiata per una valle cosi’ remota e tranquilla in 2 giorni si puo’ trasformare in un circo per anziani tedeschi………….